
Ottenere il miglior risultato possibile: riscaldamento a infrarossi per le lastre
Se si cerca di ridurre l’impronta carbonica della propria fabbrica, è probabile che si pensi di sostituire quei vecchi riscaldatori resistentivi con sistemi a infrarossi a onde corte. È una scelta sensata. Ma ecco il trucco: i veri risparmi energetici si ottengono quando si riduce al minimo la distanza tra la lampada e la lastra.
Non si tratta soltanto di far salire rapidamente la temperatura della lastra. Si tratta anche di evitare che l’energia calda vada sprecata, riscaldando inutilmente le pareti della camera di lavoro.
Il punto ottimale
Pensate alla distanza tra la lampada e la lastra come a un “regolatore di efficienza”. Se questa distanza è troppo grande, in pratica si finisce per pagare per riscaldare l’aria e i componenti circostanti. È uno spreco di energia.
Ma non si può nemmeno avvicinare troppo la lampada alla lastra: questo potrebbe causare danni alla lastra stessa. Se invece la distanza è troppo grande, l’efficienza del sistema diminuisce, il che significa che il sistema deve funzionare per più tempo. È proprio in questo caso che l’impronta carbonica torna ad aumentare.
È necessaria quindi una distanza precisa e calibrata, in modo da ottenere un rapido aumento di temperatura senza creare zone di sovrariscaldamento localizzato.
Velocità vs. Stabilità
Scegliamo i sistemi a infrarossi a onde corte, perché questi riescono a penetrare meglio nella superficie della lastra rispetto ai sistemi a onde lunghe. Il vantaggio è che si può mantenere una distanza di sicurezza leggermente maggiore, pur mantenendo comunque elevati tassi di riscaldamento. Inoltre, la temperatura diventa molto più omogenea sulla superficie delle lastre da 300 mm.
Una cosa che spesso viene dimenticata è che il metallo si espande quando si riscalda. Quando le strutture che ospitano le lampade si riscaldano, esse si espandono. Anche un piccolo spostamento di pochi millimetri durante un ciclo di lavoro può cambiare la distanza di sicurezza. Di conseguenza, l’uso di energia aumenta e il processo di produzione diventa meno preciso. È un cambiamento piccolo, ma importante.
La realtà di “diventare ecologici”
Se siamo onesti, passare a una fabbrica basata su tecnologie a infrarossi non è affatto semplice. Le lampade a infrarossi ad alta densità richiedono molta energia. È necessario quindi un sistema di controllo PID molto preciso, per evitare che la temperatura superi i limiti desiderati. Inoltre, non bisogna trascurare il problema del raffreddamento. Se non si trova un modo per gestire il calore riflesso che non raggiunge la lastra, in realtà non si risparmia energia. Si sta semplicemente trasferendo il calore in eccesso dal macchinario al sistema di climatizzazione dell’edificio. Questo non è certo un vantaggio: si tratta soltanto di spostare il problema altrove.